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Sassofonista, clarinettista e docente

LUCIANO SCALINCI

sax / clarinetto

www.lucianoscalinci.it

Luciano Scalinci intraprende lo studio della musica all’età di undici anni attraverso il clarinetto. Dopo i primi studi con Gianni Epifani prosegue la propria formazione presso il Conservatorio di Musica “Tito Schipa” di Lecce, approfondendo il repertorio classico sotto la guida di Laura Magistrelli e successivamente di Aldo Mauro. Parallelamente si avvicina da autodidatta al sassofono, strumento che assume progressivamente un ruolo centrale nel suo percorso artistico. Con il Quartetto Lupiae partecipa a diversi concorsi nazionali, ottenendo il Primo Premio “Città del Barocco” di Lecce e il Primo Premio Assoluto “Città di Brindisi”. Collabora inoltre con numerose formazioni bandistiche pugliesi e con l’Orchestra Provinciale di Campi Salentina. Nel 2000 consegue il Diploma di Clarinetto.

Conclusa la prima fase della formazione classica, amplia i propri interessi verso differenti linguaggi musicali, maturando esperienze nell’ambito della musica etnica, della pizzica, del folk e del pop. Determinante nel suo percorso è l’incontro con Stefano Di Battista, che lo avvicina allo studio del jazz. Torna quindi al Conservatorio “Tito Schipa” di Lecce, dove approfondisce il linguaggio jazz sotto la guida di Luigi Bubbico e nel 2006 conclude il percorso con il massimo dei voti. Alla formazione accademica affianca un costante lavoro di perfezionamento, partecipando a seminari e incontri con musicisti quali Maurizio Giammarco, Rosario Giuliani, Javier Girotto, Joe Calderazzo, Steve Grossman, Daniele Scannapieco e Stefano Di Battista. Studia inoltre per un lungo periodo con Gaetano Partipilo e prende parte ai seminari estivi di Veneto Jazz, approfondendo repertorio e pratica d’insieme con docenti quali Billy Harper e John Riley. Nel corso della propria attività professionale prende parte a numerosi progetti e formazioni, tra cui Swing Big Band, Salento Orchestra e Simone Borgia Big Band. Nel 2006 partecipa al “Premio Valentino” di Lecce nel ruolo di primo sax alto. 

La sua esperienza attraversa generi e contesti differenti, dal jazz al pop, dal funk alla fusion, fino alla musica etnica ed elettronica. Tra i progetti sviluppati nel tempo figurano The Three Souls Sound, Sir Duke Band, “Terra Mia”, omaggio alla musica di Pino Daniele, e New Shoes Electric Band, oltre a diverse esperienze in trio e quartetto. Una parte significativa della sua ricerca è dedicata inoltre all’incontro tra sassofono ed elettronica: è co-leader del progetto “Let the Music Play” insieme al DJ Fabio Francioso e porta avanti negli anni diverse collaborazioni e produzioni discografiche. Tra i lavori a proprio nome figura “Tribute To Smooth Jazz”,

pubblicato nel 2017; nel 2022 collabora con Savi Vincenti nel brano “Just Believe”, nel 2023 partecipa con Old Brothers a “Sax Inside” e nel 2025 realizza con Maurizio De Tommasi il progetto “Saxtronic”. Queste esperienze approfondiscono ulteriormente la sua ricerca timbrica, mettendo in relazione improvvisazione, linguaggio jazz, smooth jazz ed elettronica contemporanea. Dal 2011 è docente presso l’Accademia di Musica di Lecce – Yamaha Music School, dove insegna sassofono e clarinetto. Il percorso didattico parte dalla conoscenza dello strumento e dei suoi elementi fondamentali, con particolare attenzione alla respirazione, all’emissione, all’imboccatura, all’ancia e alla produzione del suono. La lettura musicale viene introdotta attraverso un programma graduale, applicandola fin dalle prime fasi sia agli esercizi tecnici sia allo studio di brani scelti anche in relazione ai gusti musicali dell’allievo.

Tecnica strumentale, repertorio, ascolto guidato e improvvisazione vengono combinati in maniera differente in base all’età, al livello e agli obiettivi di ciascuno. Una parte specifica del lavoro è dedicata alle tecniche d’improvvisazione: attraverso lo studio progressivo di scale, accordi e dei principali elementi armonici, l’allievo acquisisce gli strumenti necessari per affrontare la musica con maggiore libertà e consapevolezza. Le pratiche improvvisative introducono gradualmente al blues e agli elementi fondamentali dell’armonia jazz, favorendo lo sviluppo dell’orecchio musicale, della creatività, dell’autonomia e di una personale capacità espressiva.